Il campione NMR
Quando si analizza un campione solido mediante la tecnica NMR, i segnali tendono a essere larghi e non si riesce a risolvere la struttura fine, che è quella che maggiormente interessa il ricercatore. Di conseguenza, i campioni solidi sono generalmente sciolti in opportuni solventi prima dell'acquisizione. Lo stesso vale per i campioni liquidi. Piccole quantità del composto di riferimento si possono aggiungere in solventi organici. Ad ogni modo, per ottenere i migliori risultati il campione deve essere il più possibile puro. I segnali delle impurezze infatti, nella migliore delle ipotesi complicano lo spettro, e nella peggiore mascherano i segnali veri. In particolare bisogna fare molta attenzione che il campione sia privo di impurezze magnetiche in quanto queste distorcono il campo magnetico e quindi peggiorano la risoluzione dello spettrometro. Le impurezze solide si possono facilmente eliminare per filtrazione. Per campioni in solventi organici, l'acqua disciolta può essere eliminata il più possibile disidratando il campione prima della dissoluzione.
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